I VANTAGGI (UTILI A TUTTI) DELLA PARITÀ DI GENERE
Il nostro percorso dedicato al tema della Parità di Genere prosegue grazie alla preziosa collaborazione con la Società IDEM – Mind the gap, start-up universitaria che accelera il percorso di tutte quelle organizzazioni che vogliono impegnarsi (davvero!) a raggiungere la Gender Equality.
Durante l’ultimo workshop organizzato presso Centro Tecnologico – insieme all’Assessorato alle Pari Opportunità e la Commissione alle Pari Opportunità del Comune di Suzzara – siamo scesi più in profondità per capire come agire operativamente in azienda per raggiungere questo obiettivo e quali vantaggi porta.
Grazie alla guida attenta del Dott. Filippo Damiani e della Dott.ssa Isabella Colombo, è emerso chiaramente che il tema “Parità di genere” non riguarda solo i “diritti delle donne in aziende”, come generalmente si pensa. Tutt’altro. E’ un mondo assai più complesso e articolato che riguarda ogni collaboratore e che incide concretamente anche sulla competitività aziendale.

FALLO (ANCHE) PER ESSERE PIU’ COMPETITIVO
Numerose ricerche lo dimostrano: la parità in azienda non è solo un nobile principio per cui battersi, ma influisce realmente sulle performance.
- Le aziende nel top quartile per diversità di genere hanno il 25% di probabilità in più di redditività superiore. (McKinsey, 2023)
- Ogni 10% di donne nei board aumenta il ROE (Ritorno di Investimento) del 4% (Credit Suisse, 2023)
- Oltre 2/3 delle aziende con leadership mista segnalano profitti in crescita. (ILO, 2023)
Rispettare la parità – che sia di genere, religiosa, di orientamento sessuale, ecc. – è altresì una leva fortissima per l’innovazione e l’attrazione di giovani talenti. Boston Consulting Group, nel 2022, evince che le aziende con leadership diversificata hanno un tasso di innovazione del 20% superiore alle altre. Un’indagine svolta dal LinkedIn nel 2024, sottolinea che le organizzazioni inclusive hanno un employee retention rate del 23% più alto delle altre; Glassdoor, nel 2024, evidenzia che il 78% dei candidati millenial preferisce aziende inclusive.

La reputazione aziendale ne beneficia doppiamente: perché il 70% dei consumatori preferisce brand inclusivi (Deloitte, 2024), e le aziende con strategie di parità hanno punteggi ESG del 12% più alti (Morgani Stanley Capital International, 2024).
Questo quadro ci apre gli occhi: la Certificazione per la UNI/PdR 125:2022 non è il fine, anzi è uno strumento che permette di elevare l’azienda e renderla più efficace e attrattiva.
La posta in gioco è ben più strategica; oltre agli sgravi fiscali, i finanziamenti, il PNRR, c’è un valore che promuove l’azienda sul lungo periodo.
I risultati sarebbero evidenti anche per l’intera Unione Europea: se riuscissimo a eliminare, o perlomeno a migliorare il dato sulla parità di genere, il PIL dell’UE aumenterebbe di quasi 10 punti percentuali in 25 anni. (Eige, 2024)

COME FUNZIONA LA CERTIFICAZIONE? QUALI SONO GLI STEP?
I vantaggi, come abbiamo visto, sono molteplici, e vanno ben oltre i confini della singola azienda; se stai valutando concretamente di intraprendere il percorso verso la Certificazione UNI/PDR 125:2022, di seguito indichiamo gli step principali che ti vedrannno protagonista:
1. Individuazione dei cluster e dei KPI di riferimento
2. Assessment dei KPI, gap analysis (ed eventuale remediation plan)
3. Nomina del Comitato guida e redazione della politica per la Parità di genere
4. Redazione del Piano strategico triennale
5. Implementazione del Sistema di gestione
6. Audit interno
7. Riesame da parte della direzione
8. Certificazione da parte di un Ente Terzo
Il percorso è triennale, quindi l’azienda accede per 3 anni agli sgravi fiscali inerenti.
Se sei interessato a valutare la fattibilità per la tua azienda, contattaci ora per un appuntamento personalizzato: 0376 536999 • info@centrotecnologico.it